L'effetto termico
Questi pannelli termici utilizzano le radiazioni solari per riscaldare un fluido che scorre in apposite tubazioni all’interno del pannello stesso: il principio di funzionamento si basa, infatti, sul riscaldamento dell'acqua all'interno di un assorbitore di energia termica solare e del suo trasferimento in un apposito serbatoio di accumulo.
Attualmente, un sistema solare termico ad uso residenziale è basato due tipologie di prodotti:
I collettori piani sono la tecnologia più diffusa e più adattabile.
Da un punto di vista costruttivo, sono disponibili varie soluzioni che si distinguono per i materiali impiegati e per la tipologia di impianti: a circolazione forzata o naturale.
Gli impianti termici a circolazione naturale sono meno costosi ma meno integrabili da un punto di vista architettonico, dato che il serbatoio di accumulo è normalmente collocato sul tetto nella stessa struttura del pannello. Gli impianti a circolazione forzata prevedono invece una pompa che fa circolare il liquido nei pannelli solari termici ed hanno il serbatoio nel vano caldaia.
I collettori a tubi sottovuoto presentano un miglior rendimento (circa 15-20% in più), grazie alla forte riduzione delle perdite di calore. Il costo maggiore rispetto alla soluzione piana ne consiglia tuttavia l’impiego solo in casi particolari (necessità di ottenere temperature dell'acqua più elevate o clima molto rigido).
La struttura a tubo permette di assorbire le radiazioni solari lungo tutto l’arco di percorrenza del sole durante la giornata e ne consente l’utilizzo anche in posizione verticale. Per quanto riguarda l’integrazione architettonica, questi pannelli vengono normalmente utilizzati in impianti a circolazione forzata, con il serbatoio dell’acqua nel sottotetto o nel locale caldaia.
Un metro quadrato di collettore solare può scaldare a 45÷60 °C tra i 40 ed i 150 litri d'acqua/giorno, in funzione della latitudine, delle condizioni climatiche e della tipologia di collettore. L’impianto termico viene dimensionato solitamente per produrre una parte dell’acqua calda necessaria. Normalmente, infatti, l’impianto solare è abbinato ad una caldaia di supporto, per integrare la temperatura dell’acqua.
La caldaia interviene solo in giornate senza insolazione o in caso di prelievi di acqua calda superiori alla capacità di produzione dell’impianto solare. Nel passaggio dalla soluzione con scaldabagno elettrico a quella con caldaia a gas integrata da collettori solari, il consumo energetico pro capite si riduce di oltre l'80%, a parità di servizio reso. Di pari entità è la riduzione di anidride carbonica emessa.
consulenza web: studio viasetti - milano - varese - como - bergamo - brescia - verona - padova | div. impianti fotovoltaici